Nel Comune di Casoria, la gestione del personale si sta rivelando un caso emblematico di un malcostume amministrativo che merita un’analisi critica. Mentre l’ente si dimostra inflessibile su determinate questioni (vedi il Concorso per Istruttori Amministrativi Casoria), quando si tratta di favorire certi percorsi di carriera interni, le regole sembrano diventare improvvisamente flessibili e interpretabili a proprio piacimento. Un atteggiamento che solleva interrogativi sulla trasparenza e sull’equità nelle politiche di gestione del personale.
Le Deroghe per le Progressioni Verticali
Le progressioni verticali dovrebbero essere uno strumento per valorizzare il personale interno, ma nel rispetto delle normative e con criteri di imparzialità. Nel caso di Casoria, invece, emergono elementi che fanno pensare a una gestione mirata più a garantire benefici a pochi eletti che a rispondere alle reali esigenze dell’ente e della collettività.
- Applicazione delle regole a convenienza: Quando si tratta di determinati provvedimenti, l’amministrazione è pronta a ricercare cavilli e interpretazioni normative per bloccare o ritardare decisioni scomode. Tuttavia, per avallare 20 progressioni verticali, si è proceduto con un’interpretazione molto più elastica, dimostrando che quando si vuole ottenere un risultato, il modo si trova. Nello specifico, si sono richiamate deroghe che consentono progressioni verticali anche senza il possesso dei titoli richiesti dalla normativa vigente per l’accesso dall’esterno. Un’interpretazione forzata che solleva dubbi sulla legittimità e sull’equità del procedimento.
- Progressioni senza titoli adeguati: Le progressioni verticali avrebbero potuto rappresentare un’occasione per premiare i dipendenti con titoli e competenze in linea con le normative più aggiornate. Invece, si è scelto di procedere con una forzatura evidente: invece di selezionare solo personale con i titoli previsti dalle normative attuali per l’accesso ai vari profili, si è puntato su deroghe che consentiranno di promuovere dipendenti senza laurea nei profili di categoria D e senza diploma in quelli di categoria C. Questo approccio non solo abbassa il livello di qualificazione del personale, ma penalizza anche quei dipendenti interni che, pur avendo i titoli in regola, potrebbero essere esclusi per far spazio a scelte discrezionali. Infatti, all’interno del Comune già erano presenti dipendenti con laurea e diploma idonei a ricoprire quei ruoli senza necessità di alcuna deroga. La scelta, quindi, appare del tutto ingiustificata e mirata più a favorire alcuni soggetti che a migliorare l’efficienza amministrativa.
- Posti creati ad hoc?: Se c’erano risorse per attivare 20 progressioni verticali, si sarebbe potuto anche pensare a una selezione più meritocratica e in linea con le attuali esigenze dell’ente. Ma evidentemente l’obiettivo non era quello di migliorare la macchina amministrativa, bensì di garantire avanzamenti mirati a beneficio di pochi.
Un Meccanismo a Vantaggio di Pochi?
Questo modus operandi alimenta il dubbio che le progressioni verticali siano state utilizzate come uno strumento per favorire determinati dipendenti, piuttosto che per garantire il miglioramento dei servizi pubblici. La mancata trasparenza sulle scelte amministrative rafforza la percezione di una gestione personalistica e opportunistica.
La comunità di Casoria ha diritto a un’amministrazione che operi con criteri chiari e trasparenti, senza favoritismi o interpretazioni delle normative a seconda della convenienza del momento. Quando si tratta di ostacolare certi percorsi, si diventa intransigenti; quando si vogliono ottenere certi risultati, invece, si trova sempre una deroga o una giustificazione. Un meccanismo che riflette un sistema chiuso e autoreferenziale, ben lontano dall’efficienza e dall’equità che un ente pubblico dovrebbe perseguire.